Verso una storiografia del giornalismo in Sardegna

Perché questa sezione del sito: un progetto ambizioso

Questa sezione è dedicata al giornalismo in Sardegna e ai giornalisti sardi, così come dice il sottotitolo del sito “Cronache, storia, giornalismo… non solo Sardegna” e come anticipato nella Prima Pagina dove illustro le finalità e gli obiettivi del presente progetto. In queste righe vorrei spiegare meglio il lavoro che ho cominciato a fare e che spero abbia un seguito con il contributo e la collaborazione di colleghi, storici, studiosi e appassionati della materia. Chi, se non noi giornalisti, abbiamo il dovere di scrivere una testimonianza del nostro lavoro, raccontando fatti, eventi e personaggi che hanno lasciato un segno nella storia dell’informazione nell’Isola?

Dalle origini ad oggi, partendo dai numerosi periodici e pochi quotidiani che hanno caratterizzato l’Ottocento, alla stampa del Novecento che grazie alle tecnologie si è sviluppata sino all’esplosione di internet, tutti in qualche modo hanno contribuito in modo determinante alla formazione di una identità regionale e alla crescita culturale dei sardi. Pensando che il processo evolutivo della stampa e poi della radio, della televisione e del web, si è svolto in un’Isola, quindi in una terra di per sé geograficamente emarginata, scarsamente popolata e con una percentuale di analfabeti – sino alla fine dell’Ottocento – che rappresentava il novanta per cento del totale, i risultati sono stati straordinari. L’indice di lettura, cioè il numero di lettori ogni mille abitanti, negli anni Novanta-Duemila metteva la Sardegna ai primi posti tra le regioni italiane ai livelli di Paesi nordeuropei, prima nel Meridione e nelle Isole. Mentre i due principali quotidiani sardi, sempre negli ultimi trent’anni, nell’indice di diffusione (copie vendute) risultavano tra i primi quotidiani regionali e locali d’Italia. L’Unione Sarda, in tempi di grave crisi e di trasformazioni del settore, continua a figurare tra i primi quotidiani italiani nella graduatoria mensile pubblicata dal periodico specializzato “Prima Comunicazione”.

La situazione del panorama editoriale nazionale, in seguito alla pandemia del “Coronavirus”, in questa seconda metà del 2020 è precipitata mettendo a dura prova la resistenza dei gruppi e delle testate più forti, figuriamoci di quelle locali e regionali che stanno avviando ogni possibile iniziativa per superare il ciclone globale e per tenere una posizione consolidata nel tempo. Per un confronto basta dare uno sguardo alle statistiche dei quotidiani, mensilmente elaborate e pubblicate da Primaonline.it sui dati Ads (le tabelle sono realizzate per Primaonline.it da L’Ego Editoriale)

Qui riportiamo, come esempio comparativo e assai esplicativo, i dati relativi a ottobre 2019 (il link del notiziario) e di seguito i numeri più recenti pubblicati da Primaonline.it  l’11 settembre 2020, relativi a luglio 2020 con numeri davvero impressionanti: il link delle statistiche..

Cosa succederà nei prossimi anni nel settore della carta stampata, dei media e soprattutto dei social, è difficile ipotizzare, sicuramente sono in atto cambiamenti epocali nel lavoro del giornalista che avranno conseguenze anche drammatiche per la categoria.  Per questo è importante ancorarci al nostro passato e mettere punti fermi nell’attuale difficile presente come base su cui costruire il futuro della categoria e del mestiere di comunicatori. 

Oggi, quando si parla di giornalismo, si deve intendere a 360 gradi, considerando tutti i media a disposizione, e riflettendo con attenzione sui confini tra informazione-cronaca-comunicazione-pubblicità, una volta ben separati, ma ora strettamente legati e connessi.

L’esigenza di colmare una lacuna

L’esigenza di costruire un lavoro come questo sito è nata durante gli anni (una decina) della mia esperienza come docente all’Università di Cagliari, quando ho notato la carenza di fonti documentali e di studi sulla materia. Gravi lacune storiografiche a fronte, invece, di una ricchezza di giornali di ogni genere pubblicati e in gran parte conservati nelle principali biblioteche. Ma pochi, in proporzione, sono stati gli storici e i medesimi giornalisti ad occuparsi di studiare e divulgare la loro storia, che poi è la storia della nostra Sardegna, che ogni giorno veniva e viene riportata sulle pagine di questi giornali.

Poche tesi di laurea, pochi libri di memorie, pochi studi specifici, poche fotografie e immagini, poche testimonianze conservate e/o pubblicate tanto da perdere la memoria di grandi giornalisti che per oltre trenta/quarant’anni hanno firmato sui principali quotidiani, ma se ne sono andati senza lasciare tracce nei libri e persino nel web. Maestri di generazioni di giornalisti che noi tutti abbiamo conosciuto, stimato e quasi “venerato”, praticamente dimenticati e ignoti alle nuove generazioni. Non voglio fare qui nomi, ma basterebbe guardarsi indietro a quando eravamo cronisti neppure tanto giovani per richiamare alla mente i volti di quei grandi inviati, capocronisti, caporedattori, direttori…  Giornalisti che si sono battuti nel sindacato e nei comitati di redazione per il riconoscimento dei diritti dei colleghi, che hanno operato in ogni settore del giornale per far sentire la voce dei cittadini e per confezionare un prodotto quotidiano ricco di notizie, analisi, commenti. Oggi come ieri, andando indietro nel tempo sino a quei coraggiosi pionieri dell’Ottocento che furono i primi professionisti nell’Isola, si continua a combattere in prima linea per garantire la puntuale uscita in edicola e sul web. Questo, bisogna dire onestamente, grazie alla volontà di alcuni editori, quali il dott. Sergio Zuncheddu, che a costo di grosse perdite, sacrifici e tagli (dolorosi anche per loro), sostengono il settore editoriale convinti che non bisogna arrendersi alle difficoltà del mercato per garantire il presente e soprattutto il futuro delle testate.

Le linee del progetto: saggi, articoli, tesi

E veniamo al dettaglio del progetto. In questo sito intendo ricordare i singoli personaggi, i giornali, i volumi e tutto ciò che parla della stampa e comunicazione in Sardegna. Il web non è un libro che, una volta pubblicato e mandato in libreria, è chiuso e finito sino alla successiva edizione (semmai ci sarà), ma un prodotto sempre vivo e in evoluzione. Qui è possibile cambiare, modificare, correggere, aggiungere testi, immagini, Pdf, link senza fine man mano che arrivano gli aggiornamenti o le novità. E così ho iniziato a fare con i post già inseriti.

Qual è il programma editoriale di questa sezione? Realizzare una storia del giornalismo in Sardegna, mettendo dentro saggi, articoli, studi, inserti speciali, Pdf, tesi di laurea meritevoli e interi libri.

Il linguaggio del web

Lo stile e il linguaggio devono essere quelli del web: post non troppo lunghi, presentazioni, indici, biografie e bibliografie, immagini, Pdf e molti link a cui rimandare per approfondimenti o per leggere il saggio citato per intero. Se l’argomento è uno, ma particolarmente ricco di titoli, meglio dividerlo in più post, richiamando il tema principale con la fotina in evidenza.

Sotto ogni saggio è possibile trovare una scheda dell’autore e una bibliografia, in alcuni casi se particolarmente corposa come quella di alcuni storici già presenti nel sito, meglio un allegato.

Le regole del copyright

Attenzione: noi ci consideriamo e siamo professionisti vincolati per ideali e per disciplina alle leggi dell’editoria e alle regole dell’Ordine. Per questo dobbiamo essere i primi a rispettare e a far rispettare i diritti degli autori e degli editori. Dunque non tutto si può pubblicare e per quasi tutto occorre l’autorizzazione secondo le norme del copyright. Così ciò che si trova in questo sito si può leggere, consultare, riprendere a titolo di studio e didattico, ma non si può riprodurre senza la citazione della fonte (il sito) e soprattutto l’autorizzazione scritta del titolare dei diritti a cui bisogna rivolgersi direttamente. Ciò che pubblico è autorizzato esclusivamente per questo sito (in particolare per i Pdf dell’Unione Sarda e dei volumi presenti) e dunque non si può “piratare” senza il rispetto delle regole suddette. Per quanto mi riguarda, per citare testi lunghi di altri siti o testi di cui non possiedo l’autorizzazione, rimando con un link alla fonte originaria per consultazione.

Un invito a collaborare

Mi avvio alla conclusione, ma questo post – come detto – è sempre aperto per modifiche e aggiunte.  Mi auguro che, dopo la presentazione ufficiale all’Ordine dei giornalisti (il link dell’evento), possa avere ampia visibilità e soprattutto possa trovare una positiva accoglienza presso i colleghi e tutti gli interessati alla materia. Per questo rinnovo l’invito a contribuire con scritti già pubblicati, aggiornati o ancor meglio inediti, con Pdf di studi, saggi e volumi, con tesi di laurea meritevoli, con documenti e immagini. 

A proposito sottolineo la carenza, per non dire assoluta mancanza, di un lavoro specifico sul fotogiornalismo in Sardegna, sui nostri grandi fotografi che hanno lavorato una vita nelle redazioni, sui pochi, ma validissimi free-lance che hanno contribuito a scoop e inchieste. Invito ad avviare una ricerca e una pubblicazione per ricordare queste figure già sconosciute all’attuale generazione di giornalisti.

L’inizio di un lungo cammino

Spero infine che questo sia solo l’inizio di lungo cammino, che il sito diventi un punto di riferimento, un crocevia obbligato per quanti hanno a cuore il nostro lavoro (una volta lo chiamavano mestiere) e la nostra storia, contribuendo a creare un grande archivio comune a disposizione di tutti. Nella pagina “contatti” l’indirizzo-mail a cui inviare proposte e suggerimenti.

Le parole chiave su Google

Già oggi digitando su Google semplici parole chiave quali storia-Sardegna-giornali-giornalismo-stampa-quotidiani questo sito figura nella prima pagina, tra i primi o addirittura in testa. Un gran risultato visto che abbiamo appena cominciato, ma l’obiettivo è proprio quello di creare un contatto costante tra tutti i soggetti dell’informazione regionale, gli studiosi dell’università e i singoli appassionati che spesso conservano materiali unici e originali. Il prossimo obiettivo, già ci penso, sarà quello di creare una serie di gallerie di immagini nella sezione foto. La strada è lunga, ma siamo già in cammino.

 

 

Fonti:

Questo post è aggiornato al 20 settembre 2020

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