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Cronache, storia, libri... non solo Sardegna.

Perché questo sito

Cronache, storia, libri… non solo Sardegna.

Il sottotitolo riassume i contenuti e le finalità di questo sito. Una volta si usavano le cartelle per archiviare articoli, giornali, ritagli, documenti… e gli scaffali per sistemare, secondo un metodo personalissimo, la libreria dove poter trovare a occhi chiusi il volume iniziato o accantonato in un particolare punto in attesa dell’ispirazione.

Oggi c’è il web. Che tutto accoglie, conserva e mette a disposizione. Di chi, per chi e che cosa, è un altro discorso. Intanto carichiamo su internet di tutto, dai testi alle immagini, dalla musica ai video. Poi si vedrà. Eliminare è un attimo. Con un clic scompare in un istante un’intera vita custodita in un archivio digitale.

Più faticoso gettare nei sacchi centinaia di volumi, montagne di vecchi giornali, lettere e documenti senza storia, cartacce di ogni genere che quando vengono conservate magari hanno un significato sentimentale, rappresentano un fatto o un ricordo, ma che dopo di te alla fine non interessano più a nessuno.

Però c’è archivio e archivio. L’archivio personale dei propri affetti e l’archivio della memoria collettiva che custodisce un piccolo tassello di una storia comune. La storia di ciascuno si intreccia nel tempo con le storie degli altri, con il luogo, la lingua, le tradizioni e la cultura di un popolo. Per questo gli “archivi” sono importanti e aiutano i ricercatori o i cronisti per ricostruire e raccontare una storia.

Grande passione

Cronache, storia, libri... non solo Sardegna.Da quando ho scritto il mio primo articolo di cronista, nel lontano 1974, praticamente ho fatto di questa quotidiana ricerca l’obiettivo della mia professione e quindi della mia vita. Sono stato fortunato. E felice. Ho potuto svolgere il lavoro che sin da studente del liceo avevo immaginato di fare, e che penso sia il più bello del mondo. Il giornalista. L’ho fatto con entusiasmo, passione, piacere, con fatica e stress, con soddisfazione per uno “scoop” e delusione per un “buco”, ma sempre consapevole di avere una grande responsabilità. Quella di fare informazione.

Non c’è differenza nello scrivere una notizia in breve o un lungo reportage: bisogna sempre informare bene e con onestà rispettando le regole del mestiere. L’obiettività non esiste, è un’utopia che si insegna nelle scuole di giornalismo, ma fare del buon giornalismo è possibile.

Il giudizio ai lettori

I nostri lettori sono i nostri giudici e noi siamo lo specchio di ciò che scriviamo. Dobbiamo sempre guardarci senza dover mai vergognarci o avere dubbi su ciò che pubblichiamo. E  lo dico soprattutto per i giovani che si avvicinano a questo lavoro, che non è finito come molti pensano, ma anzi con internet si è sviluppato senza più confini.

Non so se sia riuscito in quarant’anni a tenere fede agli ideali della professione, ma so che ci ho provato credendo profondamente in questo lavoro. Sono gli altri che potrebbero dirlo e sono i miei articoli usciti sull’Unione Sarda, il quotidiano in cui ho trascorso tutta la carriera da cronista a vicedirettore, e nelle tante testate a cui ho collaborato. Scrivendo tutti i giorni si fanno presto i calcoli: cinque, seimila articoli di ogni genere. Chissà. Come mattoni, uno sull’altro, un piccolo edificio.

Archivio da condividere

Nel mio archivio di casa conservo molti di quegli articoli, di prime pagine in occasione di eventi eccezionali, di ritagli, supplementi, inserti, numeri zero e primi numeri di nuovi quotidiani, appunti, bozze, foto. Tutti conservati in cartelline a tema. Rappresentano il mio lavoro, i miei interessi, i miei ricordi. Probabile destinati a finire in quei bustoni neri dei rifiuti. Ma qualcosa si può salvare e mettere a disposizione di chi possa essere interessato a quei temi di cui mi sono occupato per i giornali e per i libri che ho pubblicato.

Archeologia, storia, turismo, sport, società, cronaca… Alcune di quelle storie, a cui ho dedicato anni di ricerche e articoli, sono diventate dei libri. Certo, in gran parte parlano della Sardegna, ma partendo dal nostra terra sono arrivato a raccontare storie più grandi, nazionali o che superano il nostro mare. Come le vicende dei “desaparecidos” italiani in Argentina, i militari e civili sardi finiti nelle foibe istriane, i martiri sardi uccisi nelle Fosse Ardeatine, le missioni della Brigata Sassari sui fronti caldi del pianeta, la Grande Guerra o il Secondo conflitto mondiale.

Così, grazie al web, ho deciso di “salvare” le pagine che ritengo più interessanti per l’aspetto storico e pubblico e di creare questo sito per mettere a disposizione articoli che altrimenti andrebbero persi o faticosamente ricercati nelle collezioni del quotidiano e delle testate in cui sono usciti.

Giornali e giornalismo

Ho pensato, con una non celata ambizione, di dedicare una sezione alla storia dei giornali e del giornalismo in Sardegna, un tema poco studiato in passato e di conseguenza carente di una bibliografia adeguata. Soprattutto per quanto riguarda i quotidiani, mentre è più ricca la pubblicistica sui periodici. Spero in un forte contributo di storici, studiosi e colleghi giornalisti per costruire un sito dinamico, che possa diventare un punto di riferimento e un archivio in costante rinnovamento.

Dalla cronaca alla storia: i libri e il blog

Inoltre questa finestra sul web è anche la vetrina dei miei libri pubblicati. Ecco, dunque, spiegato il sottotitolo del sito: “cronache, storia, libri… non solo Sardegna”. Il sito, diversamente da un giornale, è uno spazio infinito, senza tempo. Vorrei pensarlo come un progetto in evoluzione, da continuare a riempire di contenuti.

Un giornalista non va mai in pensione. Sinché può continuare a scrivere. Per questo ho riservato una finestra al blog, in cui raccogliere i miei articoli più recenti che compaiono come editoriali sulla Prima pagina e nella Pagina dei commenti dell’Unione Sarda.

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