Diario di un cronista di periferia

Il blog di Gibi Puggioni su Fb e sul web

La storia del giornalismo sardo visto con l’occhio, lo spirito e l’esperienza di un sassarese, in 24 puntate. Non è un libro, non ancora e non sappiamo neppure se lo diventerà anche se ha tutti i crismi di un divertente saggio biografico, ma una sorta di feuilleton 2.0 da leggere su Facebook oppure sul sito di Gibi Puggioni che ha inaugurato proprio con questa nuova esperienza editoriale. La prima puntata è uscita il 24 febbraio, il racconto si concluderà a giugno portando i lettori, puntata dopo puntata, in un viaggio lungo mezzo secolo, tra giornali, quotidiani, periodici e televisioni. Soprattutto Videolina, la più importante tv locale della Sardegna e sicuramente sin dagli anni pionieristici delle emittenti private tra le prime cinque in Italia per audience, diffusione, fatturato pubblicitario e qualità dei servizi giornalistici. Puggioni – “Gibi” non solo per gli amici, ma per tutti i fedeli telespettatori sardi – è stato il volto noto di Videolina da Sassari sino al 2013 quando è andato in pensione dal video, ma non dalla professione che continua a praticare con la passione di sempre. Il suo blog su Fb e ora sul suo sito sono ancora la sua irrinunciabile palestra quotidiana all’esercizio della scrittura.

Il blog su FB e sul web

Si intitola “Diario di un cronista di periferia” il blog ideato per i social e il web, realizzato con la collaborazione tecnica del figlio Luca e scritto come una biografia di memorie e documenti, anche fotografici: dentro c’è la storia umana e professionale di un giovane aspirante cronista che costruisce, con pazienza e ostinazione, la sua carriera di cronista fatta di articoli, servizi, inchieste, reportage, interviste a personaggi di fama, politici, campioni, vip di ogni genere, ma anche alla gente comune che ogni giorno diventa protagonista della cronaca. In questo lungo cammino a puntate c’è molto altro: c’è la storia di oltre quarant’anni di giornalismo sardo, visto da un sassarese “doc” e da un luogo geografico e culturale come Sassari; c’è la storia della sua città e dell’intera isola; ci sono gli eventi più importanti e clamorosi che hanno caratterizzato le cronache dagli anni Settanta in poi.

Puggioni intervista Enzo Biagi

Dunque, questo lavoro appassionante da scrivere quanto da leggere, rientra in pieno nel contesto di questo sito che vuol raccogliere la memoria e i documenti che consentano di costruire una storia del giornalismo in Sardegna. Un contributo, questo di Gibi, importante e interessante che rappresenta una preziosa fonte per chi avrà il compito di aggiornare quanto già sinora pubblicato. Su questo aspetto si veda il post “Guida alla bibliografia”il link  ) in cui già citiamo i libri pubblicati da Puggioni e che ora si arricchisce di una fonte.

Conosco Gibi dagli anni Ottanta, quando lui era già redattore a Videolina e poi il rapporto si è rafforzato con il suo prezioso e instancabile lavoro di corrispondente per L’Unione. La simpatia del sassarese, la disponibilità del collega sempre pronto a dare il suo contributo al giornale, il carattere pacato, l’eleganza del vero gentiluomo, lo contraddistinguono e lo fanno apprezzare oltre le indiscusse qualità professionali. Gibi Puggioni l’ho conosciuto così e così è rimasto negli anni.

Il suo lavoro merita un ampio spazio in questo sito ed aggiunge un altro mattone a quella storiografia che ci proponiamo di portare avanti proprio con la collaborazione di studiosi e colleghi.

Perché questo Diario?

Ce lo spiega lo stesso Puggioni in apertura del sito: «Perché – scrive – arriva un momento della nostra vita in cui ci si sofferma più sul passato che sul futuro. Su quello che si è fatto nella vita professionale, è il mio caso, cercando di ricordare vicende personali ma soprattutto storie alle quali ho lavorato, da Sassari Sera a Videolina, all’Unione Sarda. È stato un amico a spingermi a scrivere qualcosa della mia vita. “Sei testimone di quarant’anni di fatti, storie, eventi. Chi più di te può raccontarli in un libro?”. Ci ho pensato e ripensato, alla fine ho scartato l’idea del libro. Non sono un personaggio, che interessa folle di lettori, ma solo un onesto cronista, perciò ho deciso per il web. Il Diario contiene 24 storie lasciandovi così il tempo necessario per leggerle».

Gibi Puggioni intervistato da Tele 12, emittente di Sassari. L’intervista si trova sul sito www.gibipuggioni.it

Puggioni aggiunge che aveva pensato ad un altro titolo per il Diario, ma poi di aver cambiato idea. Ecco perché: «“Ho vissuto (o ho raggiunto) il mio sogno” che significava aver realizzato il sogno della mia vita, fare il giornalista. Qualcuno mi ha fatto osservare che in questo modo davo per realizzato e chiuso il mio sogno mentre in realtà continuo a scrivere con la stessa passione di quando ho iniziato quarant’anni fa. Aveva ragione e ho seguito il suo suggerimento. Il giornalismo è stato, ed è, la mia vita. Mi ha dato tanto, certamente più soddisfazioni che amarezze. E allora ho deciso per il Diario, con le sue pagine complete e quelle bianche da riempire in futuro. Mi fa piacere – conclude Gibi invitando a seguirlo in questi mesi – poterle condividere con i tanti amici che mi seguono, con le persone che mi conoscono e con quelle che non hanno mai sentito parlare di me».

Dalla cattedra ai giornali

Il racconto prende le mosse con l’ingresso nel mondo della scuola e l’insegnamento che, seppur giovanissimo, è un lavoro che lo appassiona: “Ho studiato alle Magistrali per diventare insegnante. Lo sono diventato, ho fatto il supplente per alcuni anni, partecipato ai concorsi previsti dalle leggi della scuola per raggiungere il ruolo e conquistare la certezza del futuro, quella che oggi manca alla gran parte dei giovani. Ho lavorato bene con gli alunni. Nel 1970 il direttore didattico del circolo di San Giuseppe mi ha affidato una prima elementare per l’intero anno scolastico. Dovevo sostituire un’anziana insegnante in malattia. Un atto di stima e fiducia nei miei confronti. Ho lavorato come un matto. Quegli alunni li ho ancora nel cuore. Ma anche loro mi ricordano. Con alcuni sono rimasto in contatto grazie a Fb, altri li ho ritrovati casualmente o mi hanno cercato”.

Poi l’incontro con Pino Careddu che segna il suo ingresso nel giornalismo, la prima esperienza a Sassari Sera e poi al neonato quotidiano L’Isola.

Il monopolio dell’informazione

Il petroliere Nino Rovelli

Nella seconda puntata (“Nasce il monopolio dell’informazione”) tocca un passaggio importante, quanto contrastato dell’editoria in Sardegna, di cui ampiamente si trovano testimonianze e documenti  in questo sito: la stagione della Sir di Rovelli, la guerra all’interno della Nuova Sardegna, la breve e coraggiosa avventura di Tuttoquotidiano.

“Agli inizi del ’60 L’Unione Sarda monopolizzava il mercato con le sue 50 mila copie vendute contro le 25 mila della Nuova. Ma nubi nere erano all’orizzonte. L’anno peggiore fu il 1967. La Nuova Sardegna venne venduta al petroliere Nino Rovelli, proprietario della Società Italiana Resine, che intendeva investire nella industria petrolchimica a Porto Torres. Avrà un ruolo anche nell’acquisto dell’Unione Sarda dalla famiglia Sorcinelli, azionista di maggioranza del quotidiano più venduto in Sardegna, così come Angelo Moratti, patron della Saras di Sarroch. L’obiettivo dei due petrolieri più grossi era identico: esercitare la massima influenza attraverso i due giornali sull’azione delle giunte regionali e degli enti da cui Sir, Eni e Saras attingevano i finanziamenti pubblici, cioè Regione, Cis e Cassa del Mezzogiorno. Il futuro della stampa sarda divenne estremamente incerto, la credibilità dell’informazione crollò”.

Dopo la chiusura della Sir, a Sassari arrivano i grandi cambiamenti anche per i giornali col passaggio di proprietà della Nuova dal petroliere al gruppo del principe Carlo Caracciolo, l’introduzione delle moderne tecnologie e del formato tabloid, una redazione impegnata a rilanciare il quotidiano mortificato da quasi un decennio di frustrazioni professionali e sindacali, grazie anche alla guida del nuovo direttore Luigi Bianchi – secondo Puggioni – il migliore dei numerosi che si sarebbero alternati nel tempo. Gibi viene chiamato a lavorare a L’Isola che cerca invano e per un breve periodo, di contrastare la Nuova Sardegna. In quel periodo inizia la sua esperienza radiotelevisiva. A Teleobiettivo Sardegna per tutto il 1979 poi a Radio Tele Finsar, della famiglia Bozzo, la stessa che aveva fondato L’Isola.

L’arrivo a Videolina e i retroscena con Grauso

Niki Grauso

 

Il racconto, alla quarta puntata, diventa sempre più interessante perché svela i rapporti con l’editore Grauso, all’epoca emergente e giovane pioniere delle emittenti televisive che stava realizzando un vero impero regionale dell’informazione creando un gruppo editoriale di livello nazionale. Anni anche burrascosi, ma entusiasmanti e ricchi di soddisfazioni. Gibi inizia proprio dal primo incontro con Niki e restituisce l’immagine di un personaggio che tutti noi che abbiamo lavorato con lui o soltanto conosciuti, non possiamo che confermare. Un innovatore, visionario e dinamico, leale e combattivo, con diversi difetti (come tutti), ma con rare qualità (che pochi imprenditori hanno) nel saper scegliere i “suoi” uomini ai quali affidare ogni compito dell’attività produttiva, dirigenziale e soprattutto progettuale. Il carattere di Niki emerge bene dalla narrazione di Puggioni.

“Il 1982 è l’anno in cui è nato il mio rapporto di collaborazione con Videolina: primo corrispondente dal nord Sardegna. “Primo” l’ho aggiunto per ricordare che fino a quel momento il segnale di Videolina non arrivava a Sassari e dintorni e quindi la proprietà si era limitata alla collaborazione di un tecnico per il controllo dei ponti, Roberto Spano, rinviando la scelta di aprire una redazione sassarese. Il progetto però era imminente. Installati nuovi ponti sul Limbara, a Monte Alvaro (Porto Torres) e a Palmavera (Alghero) la televisione di Nicola Grauso era pronta a trasmettere anche nel nord Sardegna. Avevo conosciuto il direttore del Tg di VL, Francesco Birocchi, durante la visita a Sassari del presidente della Repubblica Sandro Pertini avvenuta il 1° giugno del 1982. Birocchi era accompagnato da Bepi Anziani. Profittai dell’incontro per manifestare ai colleghi la mia disponibilità a collaborare con Videolina. “Non abbiamo scelto ancora nessuno, mandaci il tuo curriculum e una foto” mi disse Birocchi. Così feci”.

Ed ecco l’incontro con Grauso:

“Andai a Cagliari cercando di non farmi illusioni. Incontro cordiale nella redazione di viale Marconi e poi pranzo dal Corsaro. Grauso aveva raccolto informazioni su di me, fortunatamente tutte positive: “Ma perché a Sassari tutti parlano bene di lei?” mi chiese. “Forse perché conosco il mio lavoro e non sono politicamente condizionabile. Il mio maestro mi ha insegnato a tenere la schiena dritta con tutti” conclusi. “Chi era il suo maestro?” mi chiese Grauso pur conoscendolo benissimo. “Pino Careddu. Sono stato al suo fianco a Sassari Sera per otto anni. Gli devo tutto.” Birocchi (allora giornalista di VL e poi inviato della Rai, ndr) ascolta va e annuiva. Finito il pranzo Grauso mi disse che aveva apprezzato molto la mia disponibilità ad una collaborazione “ma devo essere onesto. Non si aspetti una proposta economica esagerata. La nostra è una piccola Tv, ha bisogno di crescere e per crescere è necessario fare nuovi investimenti. Le va bene un fisso e il rimborso delle spese?.” Una stretta di mano chiuse l’incontro e aprì la mia carriera a Videolina.

Il sito www.gibipuggioni.it

Sin qui le prime puntate del blog che seguirà nei prossimi mesi di questo 2020, puntata dopo puntata, nel suo sito e alla fine troveremo un racconto di 24 capitoli che immaginiamo non concluso, ma anzi da completare come un sequel delle fiction televisive. Ecco  il link

 

Chi è Gibi Puggioni: la carriera

Sassarese, è stato caposervizio della redazione di Sassari di Videolina dal 1997 al 2012. In pensione dalla tv dal 2013 continua a collaborare con l’Unione Sarda dove ha cominciato le sue corrispondenze nel 1990. Si è formato giornalisticamente alla scuola di Pino Careddu, direttore del periodico Sassari Sera, nella cui redazione ha lavorato dal 1969 al 1978.   

Al ricordo del suo maestro ha dedicato due libri editi da Carlo Delfino sulla storia del periodico Sassari Sera fondato da Pino Careddu nel 1960 e da lui diretto per 48 anni, fino al gennaio del 2008, anno della sua scomparsa: il primo, “Buongiorno Eccellenza, ancora e piede libero?” (2008), il secondo è uscito nel 2010 con un titolo ispirato dal pubblicitario Gavino Sanna: “I migliori danni della nostra vita”.

La carriera giornalistica di Gibi Puggioni, cominciata a Sassari Sera, è proseguita tra il ’79 e l’81 in alcune tv private sassaresi, Teleobiettivo Sardegna e Radiotelefinsar. Di quest’ultima è stato direttore nell’ultimo anno in cui è rimasta attiva. Nel 1982 è diventato corrispondente di Videolina. Nel 1997, dopo essere diventato giornalista professionista, è stato assunto con la qualifica di capo servizio.

Da tempo pubblica un blog di attualità e riflessioni su Fb e ora sul suo sito gibipuggioni.it.

 

Nelle foto le copertine dei due volumi pubblicati da Puggioni. 

Fonti:

Dal sito gibipuggioni.it

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