Ora Radiolina è anche in tv

La storica emittente festeggia i 45 anni sul digitale terrestre

Radiolina compie 45 anni e festeggia l’anniversario con una novità che la conferma al livello delle più importanti emittenti radiofoniche nazionali e regionali: dal 1° maggio si può guardare anche in Tv, sul canale 110 del digitale terrestre. Così le trasmissioni radio vanno in diretta anche sul video. Un nuovo traguardo che si aggiunge al primato di longevità nell’etere che detiene con orgoglio insieme alla tv Videolina.

 


 

La prima radio libera, infatti, è ancora la numero uno tra le emittenti private della Sardegna. Un record di attività e di successo di ascolti ininterrotto che premia il nome a cui tutti i sardi sono affezionati e la professionalità di chi da sempre ci lavora: giornalisti, conduttori, dj, tecnici, dirigenti, pubblicitari e amministrativi, ciascuno con un ruolo specifico, tutti insieme per creare quel prodotto che tutti i giorni e per tutto il giorno si diffonde nell’etere e raggiunge ogni angolo dell’Isola. La data di nascita il 19 giugno 1975, anticipando di tre mesi l’avvio di Videolina. Da allora la storia della radio e della Tv sono andate in parallelo, spesso integrandosi e operando insieme nelle produzioni di trasmissioni in diretta e nei programmi. 

L’idea di fondare una radio a Cagliari arriva sull’onda del nascente fenomeno del sistema radiotelevisivo privato che cominciava a muovere i primi passi nella penisola e quasi subito, di rimbalzo, si diffonde anche in Sardegna. 

Radiolina (così come Videolina) è frutto di un’idea goliardica di un gruppo di amici, allora giovani studenti universitari, sulla scia della nascita di altre emittenti radiofoniche nella penisola. L’iniziativa di creare una radio si deve in particolare a Nicola Grauso e Michele Rossetti che guidano nell’impresa un manipolo di amici, tutti dotati di grande entusiasmo seppure senza alcuna esperienza e conoscenza in campo radiofonico sia tecnico che di creazione e organizzazione di programmi. Insomma, potremmo definire questa iniziale intrapresa con caratteristiche gestionali  “volontaristiche” e “artigianali” , ma sicuramente efficaci che daranno presto risultati inimmaginabili per quegli stessi giovani fondatori.   

La nascita della radio

Niki Grauso

La società Radiolina Broadcastig Cagliari S.r.l. aveva un capitale sociale iniziale di 100 mila lire detenuto per il 60% da Grauso e per il 40% da Rossetti.

L’atto costitutivo della società risale al 4 agosto 1975, anche se la prime trasmissioni erano già cominciate da oltre un mese in un appartamento di Quartu, all’angolo tra via Colombo e viale Marconi. Subito dopo, però, Radiolina si trasferisce a Cagliari in quello che allora si chiamava vico Duomo, al numero 1 (oggi via Fossario) situato nel punto più alto della città, un luogo ideale per sistemare le antenne. Qui, i fondatori dell’emittente presero in affitto alcune stanze di un appartamento che un’anziana padrona di casa (la signorina Giovannina) solitamente concedeva a giovani studentesse.

Il primo acquisto è un trasmettitore militare recuperato in un mercato di apparecchiature e residuati bellici a Livorno, grazie alle indicazioni dell’amico Paolo Romani che, insieme a Marco Taradash, aveva dato vita a TVL Radiotelevisione libera. Grauso e i suoi compagni cercano di imparare a usare questo nuovo mezzo girando per intere notti nelle vie di Cagliari per testare le zone d’ascolto. Radiolina va in onda per la prima volta, dicevamo, la sera del 19 giugno del 1975 alle 20: chi parla in diretta è lo speaker Ivano Conca: un mix di musica e parole che dura circa un’ora e mezza. Così la giovane emittente inizia a trasmettere nei giorni successivi fino alle quattro del mattino. Il dado è tratto, inizia la nuova era dell’emittenza privata nell’Isola.

L’avvento dell’emittenza locale

Michele Rossetti anni 70

Per capire l’esplosione e l’affermarsi del fenomeno bisogna aprire una finestra su quel momento storico a metà degli anni Settanta in cui l’etere era monopolio della Rai che operava su tutto il territorio nazionale con programmi consolidati e nello stesso tempo rigidi nel palinsesto. L’arrivo e la rapida affermazione dell’emittenza privata sarà sorprendente e anche positivo perché darà una scossa per il rinnovamento in tutti i sensi della Rai.

Le prime radio libere sono fatte prevalentemente in casa, inventate e realizzate in modo veloce, servendosi di materiale di recupero trovato qua e là. Basta davvero poco per realizzare una radio di questo tipo: un trasmettitore, un microfono, qualche disco, un mixer, due piatti e la classica antenna da radioamatore. Infine, si occupa una frequenza. E il gioco e fatto. Ora servono gli uomini per fare i programmi e le idee. Si punta subito sulla musica e sull’informazione locale. 

Il successo è rapidissimo. Nel giro di un decennio le radio si diffonderanno su tutto il territorio regionale, spesso affiancandosi ad una Tv locale con la quale si dividono studio, uffici, giornalisti e tecnici. In quel periodo si arriverà a contarne circa duecento. Nei primi anni Duemila calano a circa settanta ed attualmente ce ne sono appena una cinquantina.

Si tratta ancora oggi di piccole realtà, radiofoniche e televisive, che faticano sempre più ad affermare il proprio valore nel mercato e che, sempre più spesso, vivono di un ritorno economico davvero basso, tra redazione, dipendenti e spese da pagare.

Radiolina vola sulle ali del successo, grazie agli alti ascolti e agli introiti della pubblicità. Non così per la maggior parte delle emittenti sarde costrette alla chiusura per mancanza di fondi per pagare le spese e il personale di giornalisti e tecnici, necessari per uscire dal dilettantismo e dalla passione dei primi tempi.

Il nuovo assetto dopo la legge Mammì

Il drastico calo della radiofonia privata è legato in particolare all’applicazione della Legge Mammì, la numero 223 del 6 agosto 1990, che impone alle radio il rispetto di obblighi ben precisi. Prevede, infatti, numerosi adempimenti per la concessione delle frequenze, l’obbligo di un’informazione giornalistica costante e aggiornata, altri costi quali i diritti della Siae. Successivamente alla Legge Mammì le emittenti private non potranno vivere di iniziative spontaneistiche, ma dovranno diventare seppur piccole realtà vere aziende. Problemi ben più consistenti per l’emittenza isolana, giungeranno con l’arrivo in Sardegna delle reti nazionali (Network) e delle Syndacation, che comporterà investimenti ancor più elevati per poter trasmettere e controbattere così la loro concorrenza. È evidente che a mettere in ginocchio le radio rimaste in vita dopo la forte diminuzione creata dalla “Mammì” e dalla vendita ai grandi network nazionali delle frequenze più strategiche (cedute a causa della crisi alla fine degli anni ’90) saranno l’innovazione tecnologica, ovvero Internet e DAB (Digital Audio Broadcasting) primi anni 2000.

Gli esordi e il nome originale

Ma torniamo agli esordi. Intanto il nome: Radiolina, così come accadrà per Videolina, nasce in un periodo in cui stanno iniziando a sorgere anche altre televisioni e radio nazionali, la maggior parte delle quali, propende per nomi con all’interno la frequenza, o con termini come “Canale” o “International”. Insomma, nomi altisonanti e piuttosto banali. Per questo venne in mente un nome originale e creativo che richiamasse l’idea di “piccola radio”. L’idea è quella di dar vita a un’iniziativa che resti nell’ambito di amici e conoscenti, quindi una “piccola radio”: è proprio da qui che spunta, appunto, il nome di Radiolina. Così come Videolina che, nata come una “piccola televisione”, trae il suo nome dalla naturale evoluzione di Radiolina.

Nel corso del tempo questi nomi si sono imposti, anche a livello nazionale, come una sorta di “segno” che caratterizza e rende facilmente riconoscibili entrambe le emittenti sarde, negli anni divenute importanti a differenza di tante altre radio e televisioni.

Il racconto di Ivano Conca

Ivano Conca

Ripercorriamo le tappe di quella esaltante stagione con il ricordo del primo speaker Ivano Conca che diventerà un esperto dell’emittenza privata con incarichi dirigenziali nel gruppo editoriale (prima con Grauso e poi con la nuova proprietà dell’imprenditore Zuncheddu) anche a livello nazionale.

«Sin dall’inizio trovammo ogni genere di ostacoli – ricorda Ivano Conca: – Grauso e noi tutti eravamo considerati dei “pirati”, veri fuorilegge da perseguire con le denunce e la chiusura della radio. Così eravamo costretti a stare molto attenti, a spostarci continuamente sia per piazzare le antenne sui tetti delle case di Castello, da dove si potesse trasmettere più nitido il nostro segnale, e anche la sede per non farci trovare dalla polizia postale, sempre pronta a far scattare la denuncia ai sensi della famosa Legge 103 del 1975». 

Era però evidente che, in assenza di una sentenza decretante la libertà d’antenna, la radio privata regionale era costretta a vivere in un clima d’incertezza. Un elemento questo che la accomunava, peraltro, ad altre emittenti che avevano fatto il loro esordio nellʼetere sardo quasi contemporaneamente alla stessa Radiolina: ricordiamo Radio Rama Sound, Radio Brasilia, La Voce Sarda Radio, Radio Iglesias, EmmeRadio, Radio Gamma 102, Radio Oristano, Radio Trasmissioni Oristanesi, Radio Nuoro Centrale e Radio Nord Ovest , Mondoradio Sassari , Radio Ventiquattrore (Editore e direttore Giangiacomo Nieddu “uscito” da Radiolina per disaccordi con Grauso).

Arriva la polizia postale, storiche sentenze

In quel clima maturarono momenti drammatici riportati con enfasi dalla stampa regionale di quei giorni. «Alla fine, per quattro giorni dal martedì 9 a sabato 12 luglio 1975, ci costrinsero alla forzata interruzione delle trasmissioni. Ci vennero a trovare alcuni funzionari del Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni che annunciarono un rapporto alla magistratura. Arrivò la denuncia ai proprietari per aver trasmesso nell’etere programmi radiofonici in modulazione di frequenza. Intanto per esigenze operative e di spazi, Radiolina trova una sua nuova location sempre nel quartiere Castello, in  via Martini 17», racconta Conca.

Michele Rossetti alla consolle

Nonostante l’offensiva ministeriale, il blocco all’occupazione delle frequenze viene presto superato perché alla fine del settembre 1975 il pretore Ubaldo Crispo proscioglie i due giovani responsabili della radio, Nicola Grauso e Michele Rossetti, con una motivazione ben precisa: alle emittenti locali via etere non si devono applicare le disposizioni sul monopolio delle radiodiffusioni. Una sentenza storica che fece scalpore a livello nazionale e da apripista per tutte le emittenti. Come si dice, entrò nella giurisprudenza ancora inesplorata all’epoca su questa particolare materia.

Dopo il primo periodo in cui Radiolina si ritrova a trasmettere “col cuore in gola” – come ricorda Conca – arriva quindi la libertà d’antenna, giunta con la celebre sentenza numero 202 della Corte Costituzionale. Il monopolio pubblico era stato sconfitto! Era la vittoria del pluralismo che consentirà anche ai privati di realizzare delle iniziative radiotelevisive in un ambito ristretto, inizialmente a livello circolare. Vale a dire che la zona di segnale e di programma deve essere circoscritta, con un unico punto di irradiazione. Da lì però, una volta ottenuto un permesso, i fondatori si allargano rapidamente: Videolina e Radiolina, che dapprima servono soltanto Cagliari e l’hinterland, si espandono, con l’accensione di nuove frequenze, in maniera significativa, registrando un notevole successo di ascolti nell’Isola che frutta a Grauso un consistente ritorno economico derivante dalla raccolta pubblicitaria sia in ambito regionale, sia in ambito nazionale stipulando contratti di esclusiva e minimi  garantiti con importanti Concessionarie di pubblicità.

I primi programmi sportivi

Gian Giacomo Nieddu

Dopo la decisiva sentenza Radiolina si iscrive al registro della stampa e comincia a diffondere i primi notiziari sotto la direzione di Gian Giacomo Nieddu. Nel frattempo, consolida sempre più il suo primato non solo come prima radio libera della Sardegna, ma soprattutto sul piano dell’indice degli ascolti anche grazie ai programmi sportivi. Vanta infatti il primato di essere la prima radio locale ad inventare le trasmissioni sportive.

Cesare Corda

La prima radiocronaca sportiva viene realizzata da Cesare Corda nell’ottobre 1975, in diretta dal Palalido di Milano, in occasione di un incontro di pugilato tra il cagliaritano campione dei pesi minimosca Franco Udella e lo sfidante Martin.

Patrizio Mulas

La prima radiocronaca calcistica, risalente al 21 dicembre 1975, viene effettuata da Patrizio Mulas in collegamento da Roma per la partita di serie A Lazio-Cagliari. Mulas, studente della facoltà di medicina  (diventerà un famoso dermatologo) e appassionato di giornalismo, riesce a introdursi nella tribuna stampa dell’Olimpico grazie ad un accredito e a trasmettere attraverso una linea telefonica allacciata all’ultimo minuto. 

Giacomo Serreli

La prima radiocronaca per il basket viene effettuata sempre da Mulas nel 1976 con il Brill che raggiunse lo storico traguardo della poule scudetto, per poi lasciare  il compito delle  radiocronache a Giacomo Serreli coadiuvato da Giorgio Corona che oggi si occupa di medicina e fisioterapia, ed è stato in passato Consigliere regionale, un altro successo per Radiolina. Anche se ovviamente la prime radiocronache sportive sono una vera impresa specie quelle fuori casa in quanto molto spesso il collegamento telefonico veniva interrotto in diretta dagli addetti al controllo delle tribune stampa. Contemporaneamente alle prime radiocronache si inaugurano anche i primi programmi sportivi.

Valerio Vargiu

Solo in seguito verranno trasmessi programmi di successo come “La schedina a bordo campo”, curato da Valerio Vargiu (diventato poi giornalista di Videolina e più di recente passato a Sardegna Uno), arricchito dalla presenza di ospiti in studio e da una serie di pronostici finali che danno suggerimenti agli ascoltatori sulla compilazione della schedina. 

Bruno Corda

Seguirà “Cagliari il giorno dopo”, in onda il lunedì con la conduzione dello stesso Vargiu, a cui succederà Bruno Corda, che prevede una serie di interviste ai protagonisti della domenica sportiva. Le radiocronache di Corda dagli stadi, particolarmente vivaci per i toni e il linguaggio tecnico a cui si aggiungeva un inconfondibile stile dichiaratamente da tifoso rossoblù, trascineranno il pubblico di affezionati ascoltatori facendo diventare il giornalista un autentico personaggio. A lui e a Vargiu succederà in tempi più recenti Vittorio Sanna, con altrettanta capacità di coinvolgimento.

Vittorio Sanna

In quei primi tempi i programmi e le rubriche quotidiane erano curati, oltre che da Ivano Conca, da Francesco Atzeni, Martine Frey e Mario Pisano (già speakers della Rai), Emanuela Scimonelli, Giacomo Serreli, Sandro Angioni, Erminio Saviola e Sergio Licheri, Benito Urgu, Giorgio Ferrari,  Maurizio Olivari.  I tecnici erano Roberto Demartis, Alessandro Sollai, Gianluigi Degortes e Sandro Marceddu.

Queste esperienze contribuiranno a far divenire Radiolina un modello di riferimento per altre emittenti che trasmettono le notizie del mondo dello sport e, di conseguenza, a modificare il panorama dell’informazione sportiva in Sardegna.

Il rinnovamento: 1977-1979

L’estate 1975 è caratterizzata da una crescente attenzione da parte della società cagliaritana verso quel gruppo di giovani, composto da Nicola Grauso, Ivano Conca, Michele Rossetti, che si interessa soprattutto della parte tecnica e del segnale, Roberto De Martis (proveniente da Radio Rama Sound), e Francesco Atzeni, addetti alla musica. Sono loro a capire in tempi brevi che stanno passando da un inizio amatoriale a una dimensione più evoluta e professionale, che può trasformarsi in un autentico business. A soli due anni dalla nascita, nel 1977, l’emittente rinnova tutti gli impianti e aumenta la sua potenza di trasmissione: di conseguenza fra le radio private sorte in Sardegna in quel periodo il suo segnale risulta il più nitido. 

C’è da evidenziare che in  questo periodo Grauso per poter  avviare degli  investimenti importanti su  Videolina offre  la società Radiolina Broadcasting srl ad un  gruppo di  imprenditori cagliaritani: Alberto Lai, Gepi Soffietti, Bruno Mura, Mario Frongia e il campione rossoblù Gigi Riva. Aamministratore viene nominato Alberto Lai responsabile dell’emittente Ivano Conca: questa gestione durerà solo due anni, infatti  per motivi legati ad  impegni nelle loro rispettive aziende questi  imprenditori riaffidano la società a Grauso.

A seguire, nel 1979, la grande svolta con la riconfigurazione della struttura. Quell’anno i proprietari dell’emittente avvertono un forte e generale interesse, anche a livello nazionale, per il loro operato e una particolare attenzione delle concessionarie di pubblicità per il loro mercato. Da qui sentono la necessità di fare un salto di qualità, consapevoli che la loro iniziativa sta già diventando un lavoro. Si susseguiranno infatti diverse novità per quanto concerne la programmazione, l’organizzazione, i contratti di lavoro, il cambio di gestione e l’evoluzione tecnologica dell’emittente.

Il boom delle news locali

Così Ivano Conca riassume quel periodo dai primi passi amatoriali al gran salto nel lavoro professionale: «All’inizio eravamo un gruppo di amici che si ritrovava negli studi di Castello solamente la sera, quando eravamo liberi dai nostri impegni di studio e di lavoro. La prima programmazione, così alla buona, aveva inizio alle 8 di sera e chiudeva tra le 2 o 3 del mattino. Successivamente cominciammo a trasmettere per tutto il pomeriggio, a partire dalle 13. Ma la vera novità e la chiave del successo fu la scoperta dell’informazione locale, quando si riuscì a fare i primi radiogiornale».

Radiolina assume i connotati di una radio vera e propria quando, oltre a trasmettere programmi musicali e sportivi, rubriche, dediche, giochi telefonici a quiz con i radioascoltatori e pubblicità, inizia a fare informazione con il radiogiornale. Tra l’altro c’e’ da ricordare che  entrano a  far parte dello staff di redazione Bepi Anziani e Andrea Frailis, direttore Ovidio Fioretti (mentre  Videolina avvia una importante programmazione informativa con il telegiornale). Nei primi anni vengono presentati due o tre notiziari – i GR (giornali radio) – al giorno della durata di circa 30 minuti.

Molto cambia anche nella struttura organizzativa. Le nuove esigenze – sottolinea Conca – rendono necessario l’impegno di tutti distribuito nell’arco dell’intera giornata, in modo da poter assicurare un palinsesto articolato per 24 ore: al lavoro ci sono tecnici che si occupano dell’alta frequenza e del controllo del segnale, tecnici in studio, amministrativi e radio reporter (e anche telereporter, due figure istituite alla fine degli anni ‘80 quando alle radio viene data una differente struttura di impresa).

 

La redazione anni ’90

Da rilevare anche i progressi raggiunti a livello tecnologico: a dieci anni dalla nascita, con il trasferimento degli studi nella stessa  sede di Videolina in viale Marconi, viene installata una messa in onda con regia automatica per la programmazione musicale, trasmissioni preregistrate e la pubblicità (grazie ad un moderno sistema computerizzato  tra i  primi in Italia).

L’evoluzione dell’emittente

L’evoluzione dell’emittente, partendo dai primi anni fino ad oggi, è stata tale da far distinguere Radiolina per professionalità, competenza e popolarità. Altra grande novità sta nel fatto che i fondatori di Radiolina hanno dato il via a un’azienda completa e strutturata che diventa ben presto un’importante realtà nel panorama dell’emittenza nazionale. Grauso, nel volgere di poco tempo, investendo importanti capitali diventa il vero proprietario che acquisirà tutte le società del nascente gruppo editoriale: a metà degli anni Ottanta, all’impresa radiotelevisiva, aggiungerà L’Unione Sarda, il principale quotidiano della Sardegna.

«Inizialmente – spiega Ivano Conca – ai lavoratori di Radiolina e poi anche a quelli di Videolina viene stipulato un contratto di lavoro progettato da noi stessi fondatori con il supporto dell’assessorato al Lavoro della Regione Sarda, contratto che quindi assumerà una dimensione nazionale sulla base di specifici parametri».

Quella del 1979 è dunque una svolta importante che segna l’esistenza di un nuovo tipo di contratto, con tanto di firma di aziende, lavoratori, editori, associazioni e rappresentanti sindacali. Un contratto che comporta una serie di diritti e doveri precisi, come per esempio il pagamento dei contributi, della Siae e dei diritti connessi SCF e il rispetto tutte le leggi sul sistema radiotelevisivo privato che nel corso degli anni vengono emanate e quindi applicate. 

Tra la fine degli anni Settanta e la prima metà degli Ottanta si consolida il successo di Radiolina e Videolina che si concretizza con l’incorporazione nel broadcast di emittenti radiofoniche e televisive del territorio, tra cui la radio de La Voce Sarda (ora Radio X guidata da Sergio Benoni), Telecosta Smeralda con Radio Internazionale nate nello stesso contesto storico. Questa espansione consente a Radiolina di incrementare la propria posizione dominante nell’etere regionale. La redazione dei GR si avvale di giornalisti professionisti e di validi collaboratori per i programmi sportivi (Enrico Pilia, Carlo Alberto Melis , Gianluca Floris, Andrea Sechi), in particolare le dirette del Cagliari dallo stadio Sant’Elia e anche in trasferta e le partite di basket con le radiocronache dei match e le interviste del dopo partita, diventano un appuntamento irrinunciabile per i fedelissimi tifosi. 

Mara Chessa

Si moltiplicano i programmi di intrattenimento, gli approfondimenti, e tanta musica per tutti i gusti. A Radiolina si alternano ai microfoni radiocronisti, giornalisti, dj, conduttori, comici e commentatori che si affermano con la loro professionalità e simpatia, voci che diventano familiari al vasto pubblico di ascoltatori. Ricordiamo Cosetta Melis, Rita Denotti, Roby Massa, Sandro Murru, Luigi Mameli, Maurizio Melis, Mara Chessa e i  tecnici Maurizio Podda, Andrea Angioni, Marcello Mascia, Simonluca Olla.

Grauso lascia, arriva Zuncheddu

L’editore Sergio Zuncheddu

Sono oltre vent’anni entusiasmanti, tra alti e bassi. Non mancano anche periodi difficili per i cali della pubblicità o problemi determinati dalla regolamentazione dell’etere e da questioni sindacali. Ma il brand della radio e dell’intero gruppo si consolida primeggiando nella regione con numeri di ascolto e di copertura del segnale di gran lunga superiori a quelli della Rai. Nel luglio 1999 si conclude l’avventura di Niki Grauso, da pioniere dell’etere a editore di livello nazionale e conosciuto anche all’estero dove aveva fondato il primo network radiotelevisivo nella Polonia post regime comunista. In quegli anni, dopo la sua discesa in campo con il suo “Nuovo Movimento” per elezioni comunali e poi regionali, una serie di vicissitudini politico-giudiziarie che si riflettono pesantemente nei bilanci del gruppo aziendale, il vulcanico Niki decide che è il momento di passare la mano. E quindi vende le società del gruppo Editoriale all’imprenditore Sergio Zuncheddu. 

Zuncheddu non è nuovo nel panorama televisivo sardo, considerato che negli anni Ottanta aveva fondato un’emittente regionale, denominata Tele Sardinia, che sul finire del decennio si era fusa con la vecchia Sardegna 1 TV dando vita all’attuale Sardegna Uno (molto differente rispetto all’emittente originaria). L’Editore affida la  gestione di Radiolina  ad un Consiglio di Amministrazione nominando presidente Ivano Conca e amministratore delegato Roberto Santonocito.

Un’emittente in limba sul web

Il direttore Emanuele Dessì

Nel 2000 viene attivata una nuova emittente in limba, Sa Radiolina, fortemente dipendente dalla direzione di Radiolina, con lo scopo di trasmettere solo musica sarda, ovvero canti a tenore dei cantanti più illustri dell’isola, del passato, ma anche emergenti. Trasmette solo ed esclusivamente all’interno del sito internet di Radiolina e sull’app dedicata.

Dal 2011 la nuova sede dell’intero Gruppo L’Unione Editoriale si  trova in piazza L’Unione Sarda a Cagliari. Radiolina, così come le emittenti Tv, lasciano gli studi di viale Marconi per trasferirsi nel centro direzionale di Santa Gilla. Attuale direttore è Emanuele Dessì, mentre amministratore delegato Francesca Basti.

 

Radiolina entra nella tv digitale

 

Niki Grauso intervistato nei nuovi studi di Radiolina per l’anniversario dei 40 anni dell’emittente

In occasione della festa dei 40 anni, il fondatore Niki Grauso è stato invitato in redazione per una breve intervista. Un momento di commovente nostalgia e davvero speciale per tutti: «Auguri a tutti voi e arrivederci fra quarant’anni», ha detto alla radio e nel video postato su Youtube, ricordando quando il 19 giugno del 1975 chiamò l’amico Ivano Conca per annunciargli l’intenzione di aprire una radio. Un mese e mezzo dopo Radiolina già andava in diretta con la prima trasmissione “Le dediche con Ivano”.

Radiolina raggiunge un altro traguardo, festeggiando i 45 anni di vita nell’estate 2020 e continua ad essere una bella realtà nel panorama radiofonico regionale, grazie alle professionalità di una nuova generazione di giornalisti e conduttori. Tra i programmi più seguiti le dirette in studio dedicate ai personaggi dello sport con l’inviato dell’Unione Sarda Fabiano Gaggini e la brillante collaboratrice Valentina Caruso. 

Vittorio Sanna, Valentina Caruso e Fabiano Gaggini

La radio, in generale, ha ritrovato slancio, trovando spazio anche tra un pubblico giovane. «La radio moderna – afferma Ivano Conca – si sta integrando sempre di più con la Tv. Assistiamo a un’integrazione di questi due mezzi che, peraltro, consentono al pubblico un alto grado di interazione. Oggi la radio viene ascoltata prevalentemente in auto, dove l’ascolto è partecipato, e nei negozi o centri commerciali, con un ascolto più distratto. Invece nelle case la radio sta scomparendo sempre più. In realtà nel mondo della radio e della Tv, secondo me, è già stato tutto inventato: ciò che resta da fare è adattare tutto questo ai tempi».

Radiolina in tv su canale 110

Dal 1° maggio 2020 Radiolina è dunque anche in tv, sul canale 110 del digitale, in diretta dalle 6 alle 21, con la sua programmazione ricca dei video più richiesti, senza dimenticare gli approfondimenti del direttore Emanuele Dessì e dei giornalisti di Videolina, le rubriche “Accadde oggi” e “Good News”, i servizi sul calcio e sugli altri sport.

Chi è Ivano Conca 

Alla fine degli anni ’60 comincia le sue esperienze lavorative  nel settore  delle produzioni artistiche curando la gestione degli spettacoli di artisti sardi quali il Gruppo 2001, i Barritas, i Bertas e la grande cantante folk Maria Carta.  Speaker e conduttore di numerose trasmissioni radiofoniche di Radiolina. Durante la sua carriera è anche stato dirigente della FRT, la Federazione Radio Televisioni. A Radiolina e Videolina è stato a lungo amministratore unico; componente e presidente dei Consigli di amministrazione e amministratore delle società collegate al Gruppo Radiotelevisivo; delegato responsabile alle  produzioni di Videolina; amministratore unico di TCS. Attualmente componente del Comitato scientifico della Fondazione “Maria Carta”.

Fonti:

AA VV, “Dalla prima radio libera al web”, a cura di Alessandro Zorco, con la collaborazione per questi capitoli di Roberta Cocco e Giampaolo Zammarchi. Volume promosso da Corecom Sardegna.

Cap 4: “Radiolina: la prima radio libera della Sardegna pag 151 

Intervista a Ivano Conca”  pag. 15:  Il link

Blog di Andrea Corda, “L’emittente Radiolina compie 40 anni (1975-2015)”, WordPress, 18 giugno 2015. Il link del saggio

Fois G.G., “La diffusione delle radio private in Italia. Uno studio di caso: Radiolina”, Tesi di Laurea in Scienze della Comunicazione e Giornalismo (Relatrice: Prof.ssa Elisabetta Cioni, Correlatore: Prof. Rosario Cecaro), Università degli Studi di Sassari, Facoltà di Scienze Politiche, A.A. 2003/2004, pag. 68.

Copyright©2018 www.CarloFigari.it - Privacy Policy - Cookie Policy