Il secolo dell’Aeronautica militare

Celebrato a Cagliari dalle Frecce Tricolori

Le Frecce Tricolori sono tornate a Cagliari per rinnovare i legami tra l’Aeronautica e la Sardegna. Lo show nel cielo del Poetto è uno spettacolo unico sempre uguale nel tempo e sempre nuovo per le emozioni che solo la pattuglia acrobatica azzurra sa dare. Le Frecce Tricolori stanno all’Aeronautica come il veliero Vespucci sta alla Marina, entrambi simboli indiscussi del made in Italy nel mondo, ovunque conosciuti e ammirati. Lo scorso luglio abbiamo salutato la partenza della nave scuola da Livorno per il tour attraverso tre oceani che durerà un anno e mezzo. La pattuglia acrobatica, invece, continua il suo giro per l’Italia nell’anno in cui l’Aeronautica militare celebra il suo centenario. Delle tre è l’Arma più giovane, istituita nel marzo del 1923 inquadrando i reparti di volo incorporati nell’Esercito e nella Marina.

Frecce Tricolori al Poetto

Da allora ha svolto il suo ruolo nelle guerre del regime e dopo il 1945 nei compiti assegnati dalla Repubblica italiana nell’ambito della difesa territoriale. Un ruolo diventato sempre più importante nel contesto internazionale a cui anche le nostre Forze armate sono chiamate ad operare d’intesa con gli alleati della Nato. Ricordiamo che i velivoli italiani, in base al dettato costituzionale, vengono impiegati in missioni che non prevedono azioni offensive, vincolati dalle regole di ingaggio e dagli indirizzi politici del Parlamento.

Quando occorre di coprire dall’alto le azioni di terra, come è capitato spesso in Iraq e Afghanistan, intervengono gli americani che non hanno limiti a riguardo. Ciò non toglie che i nostri piloti sono addestrati per qualsiasi operazione e hanno eccellenti qualità professionali riconosciute da tutti. Come dimostrano gli assi della pattuglia acrobatica che si esibiscono con le loro straordinarie evoluzioni spesso anche fuori dai confini nazionali.

Le origini dell’Aeronautica del resto si fondano sul clamore suscitato nel palcoscenico internazionale tra gli anni Venti e Trenta, quando gli aviatori italiani compirono una serie di imprese eccezionali battendo record a ripetizione con i mitici idrovolanti Savoia-Marchetti in volo da un continente all’altro. 

La propaganda fascista pensò di sfruttare le trasvolate per rappresentare il Paese all’estero come potenza tecnologicamente avanzata, ma alla base del successo c’erano gli studi e la tecnologia aeronautica italiana che permisero di compiere le imprese. La prima risale al 1920 quando due leggeri biplani SVA coprirono la distanza Roma-Tokyo (18 mila km) in trenta tappe e 112 ore. 

Campanelli

Quei coraggiosi pionieri dei “ruggenti anni venti” aprirono la strada a nuove sfide che porteranno l’Italia fascista a celebrarsi nel mondo. L’Aeronautica, intesa come Arma autonoma, ancora non esisteva, ma Mussolini comprese presto la portata delle imprese aviatorie. Così nel 1923 istituì il Commissariato generale e due anni dopo il Ministero. Nel frattempo (1924) Francesco De Pinedo compie il volo Roma-Amsterdam e ritorno e, nel 1925, una seconda e ancor più spettacolare trasvolata. Sul piccolo idrovolante battezzato “Gennariello” vola verso l’Australia, tocca il Giappone e torna trionfalmente a Roma. Ben 55 mila km in 88 tappe.

A fianco del pilota De Pinedo c’è un aviatore sardo, il motorista Ernesto Campanelli che diventerà un vero protagonista riparando l’aereo in ogni situazione, persino in volo appeso sulle ali. Nuorese di nascita, oristanese di adozione (a lui Oristano ha dedicato l’aeroporto di Fenosu e una strada) farà una carriera importante, reclamato dai trasvolatori argentini Olivero e Diggan che per il primo volo New York-Buenos Aires chiesero al governo italiano un idrovolante Savoia Marchetti e la collaborazione del motorista sardo. Campanelli farà parte anche della crociera ideata dal gerarca fascista Italo Balbo per attraversare l’Atlantico in massa con una imponente squadriglia di 25 idrovolanti per giungere in Canada, poi negli Stati Uniti e far ritorno a Roma. La trasvolata fu compiuta nell’estate del 1933, per il decennale dell’Aeronautica. Un secolo fa come domenica hanno ricordato le Frecce Tricolori sul cielo di Cagliari.  

Fonti:

L’Unione Sarda, 22.09.2023

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