A Tresnuraghes la memoria dei desaparecidos

Inaugurato il Centro sociale intitolato ai due emigrati sardi vittime della dittatura
Il Messaggero Sardo - Gennaio 2006

Nel gennaio 2006 a Tresnuraghes, piccolo centro di duemila abitanti del Marghine in provincia di Oristano, viene inaugurato il “Centro sociale sui diritti umani” dedicato ai due emigrati sardi Martino Mastinu e Mario Bonarino Marras, vittime della feroce dittatura argentina. Il centro raccoglie la documentazione dei processi svoltisi a Roma tra il 1997 e il 2004 contro i militari accusati dell’uccisione dei due sardi. Inoltre testimonianze, video, rassegna stampa e documenti sulla vicenda dei desaparecidos.

Per l’occasione arriva dall’Argentina Adolfo Perez Esquivel (al centro nella foto), nel 1980 Premio Nobel per la Pace, che si è sempre battuto per la memoria delle vittime della repressione militare. Nell’immagine a qui a fianco compare insieme all’avvocato Luigi Cogodi, il secondo da sinistra, che è stato parte civile delle famiglie dei sardi nei processi romani e promotore dell’iniziativa della Regione sarda per fondare il Centro di Tresnuraghes. La donna con la giacca rossa è Santina Mastinu.

Luigi Cogodi , già assessore regionale al Lavoro, consigliere comunale di Cagliari e regionale, deputato e tra i leader sardi prima del vecchio Partito comunista e poi di Rifondazione comunista, è scomparso nel 2016.

Tra i fondatori del Centro il parroco don Paolino Fancello, originario di Sedilo, direttore di Radio Planargia da cui dialoga da anni in diretta con gli emigrati in Argentina, molto vicino alle famiglie dei desaparecidos che ha sempre sostenuto con le sue iniziative popolari e pastorali. Attualmente è parroco a Bosa.

Il Centro sociale nella Casa Deriu

Il Centro sociale, realizzato nell’edificio adiacente al teatro comunale nell’ambito parrocchiale con i contributi di una legge regionale approvata all’unanimità, è stato chiuso nel 2017 e trasferito in una sala della Casa Deriu che oggi ospita il nuovo museo storico del comune di Tresnuraghes.

Riportiamo l’articolo della giornalista Paola Pintus pubblicato da Il Messaggero Sardo, mensile del Fondo per gli emigrati della Regione Sarda, uscito nel numero 1 del gennaio 2006.

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