La Grande guerra vista dagli artisti sardi

Le principali opere di Filippo Figari in uno studio di Maria Antonietta Scodino

Filippo Figari oltre a partecipare come volontario alla Grande guerra, ha lasciato alcune opere sul tema, oltre a disegnare le cartoline del 45mo Reggimento della Brigata Reggio, che venivano inviate a migliaia dai soldati al fronte ai familiari.

Un’ampia citazione dell’artista su questo argomento compare nel volume “Gli artisti sardi e l’iconoGrafia della Grande Guerra”, realizzato nel 2016 nell’ambito del PROGETTO: “Grande Guerra” / Programma “500 GIOVANI PER LA CULTURA” , a cura del “Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo”, Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le Province di Sassari Olbia Tempio e Nuoro ISTITUTO CENTRALE PER IL CATALOGO E LA DOCUMENTAZIONE.

Autrice della scheda Maria Antonietta Scodino, funzionario responsabile dello studio: Maria Paola Dettori.

Nel volume sono riportati dipinti e disegni realizzati dagli artisti sardi dell’epoca, alcuni dei quali come Figari furono arruolati e andarono a combattere. Sono citati con le loro opere: Mario Delitala, Stanis Dessy, Battista Ardau Cannas, Luigi Erico Caldanzano, Antonio Ballero, Edina Altara, Giuseppe Altana, Remo Branca.

Si veda il PDF nel link della scheda.

Riguardo a Filippo Figari ecco cosa riporta il volume:

“Anche il pittore Filippo Figari partecipò al Concorso della Regina con l’opera Alla medaglia d’oro Piras (ante 1935; cm 100 x 150; Cagliari, Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi di Guerra), un olio su tela con cui rievocava l’eroismo del vice brigadiere Fedele Piras durante la cosiddetta Battaglia del Solstizio, quando, alla testa del suo manipolo, assaltò le postazioni austriache. (Il dipinto nella foto in evidenza del post)

Nel 1916, durante i lavori di decorazione della Sala dei Matrimoni del Palazzo Civico di Cagliari, Figari (Cagliari 1885 – Roma 1973) fu chiamato alle armi e, pur avendo la possibilità di essere esonerato dal servizio, preferì partire per la Scuola Militare di Caserta. Dopo un periodo di addestramento, nel 1917 venne inviato al fronte in qualità di sottotenente del 45° Reggimento Fanteria Brigata Reggio. Partecipò così in prima linea agli scontri e, distintosi in una pericolosa azione di recupero presso Col di Lana e Cima del Sief (20 settembre 1917), fu insignito di una medaglia di bronzo al valore. Cadde poi prigioniero in mano austriaca e fu carcerato nella fortezza ungherese di Komaron; ritornò nella sua terra solo alla fine del conflitto. Alcune memorie sulla Grande Guerra sono contenute nello scritto “La civiltà di un popolo barbaro”, che Figari pubblicò sulla rivista «Il Nuraghe» nel 1924. Durante il periodo militare si interruppe la sua produzione artistica; si conosce infatti esclusivamente il bozzetto della cartolina dedicata al 45° Reggimento Fanteria (Cagliari, collezione privata), del 1917, stampata dallo stabilimento A. Marzi di Roma. Per la realizzazione del fante che regge la bandiera, con alle spalle un paesaggio montuoso, Figari prese a modello uno dei suoi soldati, Matteo Mossa, che subito dopo morì durante gli scontri. 

Filippo Figari realizzò anche il disegno della sepoltura (nella foto) che, nel cimitero monumentale di Bonaria, a Cagliari, custodisce le spoglie di Carlo Sanna, Generale che, durante la Prima Guerra Mondiale, guidò le azioni della Brigata Sassari. E per il Generale Sanna disegnò  la spada d’onore, custodita presso l’Archivio di Stato di Cagliari. 

Nelle note l’autrice della scheda rimanda al saggio su Figari scritto dal critico d’arte e docente Gianni Murtas per l’Ilisso (Nuoro, 2004).

 

 

 

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